Senzapensione

Senzapensione
Effetti della pensione del futuro

lunedì 22 agosto 2011

Manovra finanziaria

15 anni 6 mesi e 1 giorno, quanto bastava negli anni 80 per andare in pensione. Quanto bastava per insegnati di scuola elementare, media e superiore per maturare una pensione che oggi vale circa 800 euro al mese. Quanto bastava per chi, durante quegli anni, ha potuto godere dei benefici previsti per la maternità e svolgere, in aggiunta all’insegnamento, l’attività professionale di avvocato, commercialista, ingegnere, architetto etc…, perché, come si sa, l’arte e la scienza sono libere, ed è libero il loro insegnamento.
Un privilegio, quello della pensione dopo 15 anni di lavoro, la cui enormità è oggi tanto più evidente di fronte alle decine, se non centinaia, di migliaia di precari della scuola in annosa attesa di un posto di ruolo.
Privilegi, si dirà, di un tempo. In realtà, non è cosi. E non solo perché la Regione Sicilia consente ai suoi dipendenti di andare ancora in pensione con soli 25 anni di lavoro ma perché le pensioni di tutti quanti sono andati in pensione sino a non molti anni fa con 15. 20, 25, 30 anni di lavoro e con il sistema retributivo, basato cioè sull’ultimo stipendio percepito, oggi le paghiamo noi, le paghiamo da molto tempo e per molto tempo le pagheremo ancora, fortuna loro.
A questi privilegiati, dalle pensioni rivalutate base istat e che formano lo zoccolo duro delle principali organizzazioni sindacali, disposte a parlare di pensione di chi oggi lavora già da 30 anni, ma non di quelle di chi già ne gode da venti o trenta anni e con molti meno anni di lavoro alle spalle, a questi privilegiati, si diceva, vanno oggi chiesti sacrifici e contributi di solidarietà.
Certo, c’è la questione dei diritti quesiti. Una volta acquisito un certo diritto, nel nostro ordinamento la persona che ne beneficia lo mantiene.
Un nobile e, in condizioni normali, giusto principio.
Derogato però con la riforma Dini che ha ritenuto che alcun lavoratori potessero ancora andare in pensione con il sistema retributivo, mentre altri no!
E dunque, in condizioni non normali e considerato che sono i lavoratori attuali a pagare le pensioni degli attuali pensionati, è bene che sia su questi o meglio su quelli tra questi a diverso titolo privilegiati che deve pesare il costo di qualsiasi presente e futura manovra finanziaria

Nessun commento:

Posta un commento