Parlamento e Senato pullulano di avvocati. Che ci fanno? Ovvio... fanno leggi utili a loro. Il più complicato ed incerto ordinamento giuridico del mondo è quello Italiano che, difatti, vanta tanti avvocati quanti non ne hanno assieme francia, germania ed inglilterra. Alla pletorica e contraddittoria produzione giuridica utile a creare occasioni di lavoro per la categoria hanno ora avuto la sfacciataggine di proporre una legge spudoratamente utile pro domo loro.
Il loro fondo pensione fa acqua e crollera nei prossimi anni. Il motivo? Semplice. Un avvocato con 35 anni di anzianità oggi può andare in pensione con 2500 euro al mese, avendone versati solo 7-8000 all'anno di contributi. In buona sostanza, il fondo pensione degli avvocati, grazie anche all'attuale numero abnorme di avvocati che versano contributi, assicura a chi è in pensioone il triplo di quello che ha versato.
Che fare dunque? Allungare l'età pensionabile, ridurre i coefficienti di rivalutazione e di moltiplicazione come per tutti i contribuenti dell'inps.
Mica sono fessi. Questi hannoa vuto il coraggio di proporre una tassa del 5% da far pagare ai propri clienti per sostenere il fondo pensioone avvocati. PER LEGGE!
Leggete il contrivuto di Antonio Borghesi in parlamento contro la proposta.
http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=265&Itemid=1
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