Senzapensione

Senzapensione
Effetti della pensione del futuro

lunedì 18 luglio 2011

SE NON ORA, QUANDO

La crisi finanziaria non mostra tregua e minaccia di divenire epocale. L'italia è a rischio e ancor più a rischio è il lavoratore dipendente cui mancano gli strumenti per reagire contro la progressiva perdita di potere d'acquisto del proprio stipendio.
Non basta l'inflazione. Un governo preoccupato di assicurare la parcella mminima alla pletora di avvocati che infestano i tribunali ha deciso che, a pagare la manovra finanziaria che dovrebbe assicurare i nostri creditori internazionali, saranno ancora una volta i lavoratori dipendenti, precari o meno essi siano.
Ma il vaso è ormai colmo e s'annuciano tempi grevi per la casta.
E' questo il momento buono per imporre un cambiamento alle scelte pensionistiche fatte negli ultimi anni sulle nostre spalle.
In italia 2,2 milioni di pensionati su 16 si portano via il 33% (80 miliardi) del monte pensioni di 241 miliardi di euro. 614.000 pensionati si pappano 31 miliardi di pensione sui 214 totali.
Sono queste, e non le nostre, le pensioni che pagheremo per tutta la nostra vita lavorativa.
Sino a 70 anni!

domenica 17 aprile 2011

Vinyls e altro

Da mesi i lavoratori dei tre centri produttivi della Vinyls, operano senza stipendio per mantenere gli impianti chimici in sicurezza. Da mesi, non vedono un euro e si alimentano di sole promesse.
Quale futuro hanno questi lavoratori? Forse nessuno! Nessun imprenditore, verosimilmente, sembra disposto a raccogliere la sfida della chimica in Italia, sia pure si tratti di PVC.
E allora, si possono lasciare lavoratori e famiglie senza sostegno e senza un futuro? E come e cosa fare?
Semplice…se questi lavoratori fossero davvero padroni della propria contribuzione previdenziale (quella versata da loro e dal loro datore di lavore) oggi potrebbero già pensare davvero al loro futuro.
Con trent’anni di contribuzione rivalutati secondo ad un interesse minimo valgono almeno un paio di appartamentini su cui lucrare un affitto non molto diverso dallo stipendio percepito lavorando.
Con 20 ci si può forse aprire una attività. Con 10 tutto il tempo per guardarsi attorno, riqualificarsi e ricollocarsi.
Comunque, sempre meglio del niente che oggi si trova di fronte a quei lavoratori.

Purtroppo non siamo padroni di quanto guadagnamo e accantoniamo per il futuro, perché tutto va immediatamente mangiato da chi si trova oggi in pensione.

Purtroppo per noi, per i lavoratori della Vinyls e per tutti quelli che si trovano nelle loro stesse condizioni, da parte, NON ABBIAMO NULLA!

lunedì 4 aprile 2011

43.600 euro AL MESE!. Questa la pensione di un dirigente regionale di 1^ fascia della Regione Sicilia, dove il consiglio regionale si chiama parlamento e ai 90 consiglieri si dà dell’onorevole.
43.600 al mese per lui, ma quanti ve ne saranno che al mese portano a casa cifre del genere nella regione che, con gli stessi abitanti del veneto, conta 20.000 dipendenti e quasi 2000 dirigenti in servizio?
Quanti ve ne saranno a 30, 20, o 10.000 euro di pensione al mese? E quanti ve ne sono che ancora se ne vanno in pensione con 25 anni di lavoro, o anche prima, magari adottando un vecchietto da accudire.
Per chi nel prossimo futuro, tra chi già lavora da più di 30 anni o chi oggi ha appena iniziato, se ne andrà dopo 40-45 anni di lavoro con una pensione non molto diversa da quella sociale riconosciuta agli indigenti, il dato siciliano dovrebbe essere motivo di ribellione, di discesa in piazza per rivendicare la tutela e difesa della propria contribuzione.
Invece no. Sindacati, partiti, movimenti, pronti a portare in piazza miglia di persone o a raccogliere milioni di firme non sempre per motivi di universale importanza non desiderano occuparsi di un tema tanto spinoso.
Troppe le responsabilità di chi ha in passato rivendicato, difeso e legiferato allegramente in materia pensionistica, comportandosi come la cicala di La Fontane. Per questo di pensione bisogna parlare il meno possibile, soprattutto bisogna evitare di dover affrontare il tema dei sistemi (retributivo, misto, contributivo) che oggi coesistono e differenziano in maniera odiosa, a parità di contribuzione e di anzianità, i trattamenti dei lavoratori.

Cari lavoratori, nessuno vuole lottare per voi! Ma se non volete proprio prendere, da soli, in mano, da soli, il vostro futuro, almeno non fatevi prendere per il culo da sindacati e partiti.

mercoledì 19 gennaio 2011

Le amiche di Berlusconi pagate da noi

Il “Fatto” riporta oggi 19 gennaio 2010 l’intercettazione di un lungo colloquio telefonico fra le amiche di Berlusconi e Fede, Nicole Minetti e Licia Renzulli. Tema, uno dei soliti festini di Arcore per organizzare il quale occorreva chiamare questa piuttosto che quella donnina e vedere pure di passare a prelevarla a casa.
Che a farlo siano l’igenista dentale e l’infermiera di Berlusconi non meraviglia, che a farlo siano invece una Consigliera Regionale e una Parlamentare Europea catapultate in politica dal nulla e senza alcun merito fa invece incazzare.
Si!, perché a pagare i servigi prestati dalle signore in questione al signor Berlusconi, siamo noi. E noi, pagheremo pure la loro lautissima pensione o vitalizio che sia.

mercoledì 15 dicembre 2010

referendum abolizione sostituto imposta

Idea forse non troppo originale, ma perchè non provare? Perchè non raccogliere lee firme per un dirrompente referendum sulla abolizione del sostituto d'imposta?. E' vero che la Corte non ha ammesso quello dei Radicali (difeso dall'avvocato Tremonti) perchè la costituzione non ammette referendum in materia di leggi tributarie.
Passi dunque la trattenuta sull'Irpef, ma non quella sui contributi previdenziali che, per loro natura, non possono essere assimilati ai tributi. Tanto meno da quando è entrata in vigore la riforma delle pensioni ed in particolare per chi se ne andrà in pensione (chissà quando) con il sistema contributivo.
Presentare un referendum su questa materia, non solo farà molta paura, ma consentirà soprattutto a moltissimi lavoratori di prendere coscienza del fatto che oggi stanno pagando, con i propri contributi, pensioni che non avranno mai. Pagando oggi molto più di quanto otterrano (se otterranno) domani.Saluti.

martedì 30 novembre 2010

Onore a Monicelli

Ieri sera Mario Monicelli, il regista dei momenti più felici del cinema italiano, ha colmato la propria esperienza di vita volando. La Sua scelta di porre volontarimente fine alla propria esistenza è un atto di coraggio che può sgomentare ma tuttavia, è un atto coerente di una persona che ha vissuto pienamente e come ha voluto.
Una persona che come ebbe modo di dire, non credeva nella speranza e ammoniva quanti vi prestavano fede. La speranza ci rende schiavi, ci fa chinare la testa, ci induce a sopportare le sopraffazioni. Non dobbiamo sperare!
Un unico appunto si può fare a quest'uomo e alla sua scelta. Quello di essersene andato proprio nel momento in cui il popolo italiano sta dando un, sia pure lieve, segno di ribellione. Chi oggi sale sopra i munumenti e i tetti delle nostre città è gente che sta quardando al futuro e cerca di cambiare un presente di attesa.
Speriamo che il suo gesto, il gesto di un uomo che rimproverava gli italiani di essere l'unico popolo che mai si sia ribellato ed abbia avuto una vera e propria rivoluzione, non sia anche un gesto di sfiducia nei nostri confronti.

lunedì 29 novembre 2010

La Festa del Vitalizio

Articolo Nuova Venezia del 28.11.2010
VENEZIA. Uno pensa che i costi della politica siano solo quelli vivi degli stipendi dei politici, o dei componenti dei consigli di amministrazione da loro indicati negli enti e società pubbliche. Più la benzina per le auto blu, che appena le nomini nessuno le adopera più. O le spese di rappresentanza, tipo il buffet, che dovunque vai non manca mai: quanto si spenderà in catering, per pranzi consumati in piedi, con metà della roba che di solito va buttata? Aggiungi la diaria esentasse, i trattamenti di missione, i rimborsi spese, la giusta mercede di segretari e portaborse che i politici assumono spesso in raddoppio del personale dipendente. Senza dimenticare i benefit: la tessera gratuita dell'autostrada, dell'aereo, del treno, l'abbonamento allo stadio o al posto auto in garage. Pensate che basti? Nossignore: c'è anche la liquidazione e pure a pensione. Quando i nostri politici smettono di fare politica, incassano una cifra che non è certo quella della rottamazione, visto che viaggia con 5 zeri. Più un assegno mensile vita natural durante: il vitalizio. Ecco qui il vitalizio spuntare da una lettera di cinque righe, spedita dal presidente dell'associazione degli ex consiglieri regionali Aldo Bottin, per convocare i 130 soci all'assemblea annuale il 3 dicembre a Villa Cordellina-Lombardi di Montecchio: «La vostra presenza è particolarmente gradita vuoi per la celebrazione dei 40 anni di vita della Regione, vuoi per vederci e, magari, condividere obiettivi come la salvaguardia del "vitalizio" e la sua perequazione tra tutti gli ex». La malinconia di un quarantennale della Regione celebrato quasi da carbonari, quattro mesi dopo la ricorrenza ufficiale tenuta in pompa magna a Venezia, passa in secondo ordine davanti alla salvaguardia del vitalizio: qualcuno sta attentando al nobile istituto. Chi sarà il malintenzionato? E perché si parla di «una sua perequazione tra tutti gli ex»: vuoi vedere che ci sono ex consiglieri di serie A e di serie B? Sarebbe inquietante: dopo l'abolizione della schiavitù negli Usa e il crollo dell'apartheid in Sud Africa, certe discriminazioni si pensavano tramontate. Anche perché il vitalizio oltre ad essere cumulabile è reversibile, va alla vedova, ai figli, alla moglie separata, ai genitori se la morte dell'ex consigliere è prematura. La Regione Veneto stanzia in bilancio una cifra tra i 6 e i 7 milioni di euro l'anno per questo assegno, che è di circa 2.000 euro al mese per una legislatura. E via aumentando. L'interessato ha contribuito per il 30% circa, il resto lo mette l'Erario. Che non abita in Svizzera. Attenzione: il vitalizio non è limitato al Veneto ma riguarda tutti gli ex parlamentari della Repubblica. Vogliamo mettere sulla strada questo esercito di persone, come il presidente della Toscana Enrico Rossi che abolirebbe gli stipendi per sostituirli con gettoni di presenza? Con che cuore assistere alla sperequazione che gli ultimi consiglieri veneti hanno innescato a spese dei loro predecessori, aumentandosi l'assegno? Per fortuna che alla cena è stato invitato l'assessore al bilancio Roberto Ciambetti, leghista. Saprà mettere mano al portafoglio.

28 novembre 2010